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Tutti i relatori prima o poi provano la frustrazione del notare il proprio auditorio distratto.

Quali sono i segnali che dobbiamo saper cogliere e ai quali dobbiamo prestare attenzione?

Ho raccolto una decina di comportamenti che sono facilmente rintracciabili. Analizziamoli nello specifico.

  1. Non ti guardano 
  2. Nel linguaggio non verbale lo sguardo ricopre un ruolo molto importante. L'attenzione la si misura anche dal contatto visivo. Presta attenzione a chi tende a non guardarti. Non farti però ingannare da alcuni comportamenti che sono segnale di concentrazione; potrà succedere che guardino fisso il foglio o il formatore, rapiti dai ragionamenti che sta facendo.

  3. Sbadigliano
  4. Uno dei primi segnali di distrazione è lo scarso interesse e lo sbadiglio è uno dei segnali che rappresenta meglio la noia per quello che si sta ascoltando. Nei momenti di apertura di un corso (mattutini e pomeridiani) può capitare che i corsisti siano in fase di risveglio o di addormentamento.

  5. Parlano tra di loro
  6. Analizza bene: si stanno solo confrontando sull'argomento o parlano tra loro per altri motivi. In alcuni casi in aula può formarsi anche un forte brusio e questo può essere segnale di un argomento che fa discutere oppure il vociare di una serie di persone distratte.

  7. Giocano col cellulare
  8. Il cellulare è uno strumento importante nella vita quotidiana, vedere qualcuno che lo utilizza durante un corso fa subito presumere che lo stia facendo per noia. Questo può succedere, ma occorre tenere conto anche dei molteplici altri usi che possono invece dimostrare un "interesse incrociato". Immagina che stiano scrivendo sui social per dire che sono a uno dei corsi più interessanti degli ultimi anni o che stiano cercando su google un approfondimento su quello che dici; in questo caso ti verrebbe ugualmente da dire che stanno utilizzando il telefono perché non ascoltano?

  9. Fanno disegni sul quaderno
  10. Numerose volte ho visto corsisti che disegnavano sul foglio ghirigori o vere e proprie opere d'arte. La cosa difficile da comprendere è comprenderne il motivo. Alcuni lo fanno perché annoiati, altri perché questa azione li aiuta a mantenere l'attenzione.

  11. Escono di frequente dall’aula
  12. Quando una persona si allontana spesso dall'ambiente formativo è sempre molto frustrante. Uno dei motivi è che c'è qualcuno che sta scegliendo di spostarsi da quel luogo e anche gli altri partecipanti possono notare questo fatto. A volte alcune persone possono avere situazioni fisiche o familiari che cambiano le priorità della giornata. Avere preoccupazioni o fastidi fisici può causare l'allontanamento dall'aula senza che ne sia responsabile chi sta parlando.

  13. Fanno domande che sembrano sconnesse dal contesto o di argomenti già discussi
  14. Le domande strane mi hanno sempre incuriosito, specialmente quando sembrano totalmente scollegate da quello che si sta dicendo o peggio quando riguardano argomenti che sono già stati affrontati. Questa mia curiosità mi ha fatto capire che non sempre chi sta domandando è folle o distratto, ma piuttosto che sta riflettendo e unendo punti diversi della lezione (o personalizzando alla situazione individuale). Anche gli argomenti complessi portano spesso a domande su punti già discussi, che probabilmente richiedono una seconda spiegazione.

  15. Si addormentano o tendono ad addormentarsi
  16. Una volta ho avuto un corsista che si è addormentato nel momento più attivo di una formazione. Non mi sembrava di essere stato noioso e il fatto mi ha imbarazzato. I corsisti mi hanno poi raccontato che assumeva farmaci che causavano sonnolenza e ho proseguito molto più rilassato. Vedere qualcuno che si addormenta deve fare riflettere, sia sulle modalità che stiamo utilizzando, sia sulla condizione psico-fisica di chi ci sta ascoltando. Una persona che ha appena concluso un turno notturno o che ha dormito poco sarà molto probabile che si addormenti. Non sottovalutare mai chi si accascia sul tavolo, molte volte può essere più attento degli altri.

  17. Stanno stravaccati
  18. La formazione avviene tante volte in contesti e/o situazioni molto diverse da quelle lavorative. Per chi è abituato a lavorare per 8 ore in piedi, stare seduti in aula, mantenendo una posizione statica, potrebbe risultare estremamente stancante e di conseguenza distraente. Io quando allungo le gambe o mi metto in posture improbabili sono alla ricerca della comodità, ma è facile fraintendere e credere che non sia interessato o sfinito.

I segnali, come abbiamo potuto vedere, sono tanti e spesso fraintendibili. Possono essere una fonte di informazione inestimabile, per cogliere i feedback e aggiustare il tiro, oppure delle vere e proprie trappole. 

Per evitare fraintendimenti e altre possibili fonti di distrazione e frustrazione, occorre di volta in volta analizzare i segnali in relazione al contesto, perché ogni situazione è a sé e merita la giusta attenzione!

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